sabato 28 gennaio 2017

Diario di viaggio in Asia (parte 3): Siem Reap, Cambogia

Giorno 1:
Dalla Cina, con un volo di poco meno di 3 ore, atterro all'aeroporto di Siem Reap, nella Cambogia centrale, centro turistico in forte espansione, base per visitare i tantissimi templi della civiltà khmer, che sorgono nei suoi dintorni.
Per raggiungere la guesthouse che ho prenotato mi faccio il mio primo giro in tuk tuk, una carrozzina con tettino, aperta ai lati, che può caricare fino a 4 persone, trainata da uno scooter, un mezzo di trasporto diffusissimo nel sud-est asiatico.
Il ragazzo che mi porta alla guesthouse è piuttosto insistente per offrirsi di accompagnarmi anche per i prossimi giorni, ma lo stoppo subito e decido di affidarmi alla guesthouse per le escursioni ai templi.
Happy Guesthouse, dove ho alloggiato, si trova in una stradina sterrata, nella parte nord della città, molto tranquilla di notte, a 15 minuti a piedi dal centro: pur essendo molto semplice, è dotata di tutto quel che serve, come wifi ottimo, ristorante dove si mangia bene ed abbondante a prezzi modici e possibilità tramite loro di noleggiare tuk tuk o biciclette per visite ai templi ed acquistare biglietti per i bus verso altre città della Cambogia e della Thailandia.
In serata vado a visitare il centro di Siem Reap, che è molto turistico e chiassoso, ad uso e consumo dei turisti occidentali, tanto che la strada principale, piena di locali con musica ad alto volume, si chiama Pub Street.

Impressioni e curiosità:
Sia in Cambogia che in Thailandia, nelle guesthouse in cui ho alloggiato, bisognava sempre togliersi le scarpe prima di entrare nella zona camere e lasciarle all'entrata, per terra o in apposite scarpiere, un'usanza che ho sempre rispettato con piacere.

Siem Reap by night

Giorno 2:
Il secondo giorno decido di noleggiare un tuk tuk con driver, tramite la guesthouse, e si rivelerà un'ottima scelta, anche se più costosa della bicicletta, soprattutto per il gran caldo, il clima è sempre sui 35 gradi e, fra un tempio e l'altro, starsene seduto in tuk tuk, con l'aria in faccia che ti rinfresca ed asciuga il sudore non è male.
La prima tappa è la biglietteria, dove si può acquistare il biglietto per 1,3 o 7 giorni, io opto per quello da 3 giorni al costo di 40 US$, prezzi che cambieranno a partire dal 1 febbraio 2017, quando il biglietto da 3 giorni salirà a 60 US$.
Si parte quindi verso nord, in direzione drl Banteay Srei, uno dei templi più lontani dal complesso principale, da cui dista 37 km fra andata e ritorno, la strada per raggiungerlo si percorre in circa un'ora in tuk tuk, è completamente asfaltata, fiancheggiata da numerose povere baracche ed infinite pianure su cui s'innalzano altissime palme e provano a pascolare magrissime vacche bianche.
Banteay Srei è un tempio hindu, dedicato a Shiva, costruito in pietra rosata, attorno al 967 d.C., ha pianta quadrata, non è molto grande ed è ornato da raffinati rilievi e da statue di guardiani-scimmia molto belle.
i guardiani-scimmia di Banteay Srei

Prossima tappa è il Preah Khan, un complesso molto vasto, composto da un labirinto di corridoi con volte, tutto ornato da bassorilievi, all'interno del quale spicca anche un edificio colonnato su due livelli, che rimanda all'architettura greca: vista l'estensione del complesso per esplorarlo approfonditamente ci vogliono un'ora e mezzo o due
Preah Khan
Dopo una pausa pranzo in cui gusto ottimi noodles con gamberi, ci dirigiamo al Preah Neak Poan, cui si accede tramite una passerella di legno, poichè circondato da un baray, un bacino di acque molto esteso e lo stesso tempio sorge su isole al centro di vasche d'acqua.
Preah Neak Poan
Quindi visito il Ta Som, tempio buddista, in cui spicca la colossale pianta che sovrasta l'entrata orientale, e poi l'East Mebon ed il Pre Rup, dei templi montagna, caratterizzati da ripide scalinate, che portano ai livelli più alti, sormontati da torri e sorvegliati ai 4 lati da splendidi elefanti scolpiti, concludendo la giornata di fronte al placido bacino d'acqua Sra Srang.

Impressioni e curiosità:
Non è raro in Cambogia imbattersi in dei gechi, delle piccole lucertole di colore tendente al beige: si sono fatti delle belle passeggiate lungo le pareti della mia camera sia a Siem Reap che a Phnom Penh, sono animaletti innocui e molto paurosi, con delle zampe tondeggianti, che aderiscono perfettamente ai soffitti e alle pareti laterali, comunque sempre meglio scacciarli dalla camera prima di andare a dormire.

Ta Som


East Mebon

Sra Srang

Giorno 3:
Questa giornata comincia prestissimo, alle 5 del mattino, quando con Chast, il mio autista di tuk tuk, ci rechiamo ad Angkor Wat, il tempio simbolo della Cambogia, per ammirare l'alba, che sorge dietro le famose torri: noto subito che la stessa idea l'hanno avuto in molti, infatti alle 5:30, per entrare nell'area archeologica c'è già la fila e, quando il sole s'alzerà, mi accorgerò, che forse c'erano un migliaio di persone, molte delle quali con apparecchiature fotografiche costosissime.
L' alba su Angkor Wat, pur se affollata, è un momento molto bello, poichè il sole illumina a poco a poco il tempio, che si specchia sul bacino d'acqua sottostante, creando un gioco di luci di varie tonalità, molto suggestivo.
Quindi inizio la lunga visita di Angkor Wat, che mi terrà occupato quasi 3 ore: mi hanno colpito soprattutto i raffinatissimi bassorilievi che ornano tutto l'esterno del primo livello del tempio, con scene di battaglie, mostri e demoni.
Angkor Wat all'alba

bassorilievi di Angkor Wat

Angkor Wat

Mi dirigo quindi verso Angkor Thom, che significa la Grande Città e fu l'ultima gloriosa capitale dell'impero khmer, ospita un gran numero di templi su una superficie molto estesa, quello più famoso è il Bayon, opera affascinante ed inquietante, formato da 54 torri, ognuna delle quali è decorata da 4 giganteschi volti, caratterizzati da un enigmatico sorriso, forse raffiguranti il re Jayavarman, che lo fece costruire nel XII secolo: anche qui bellissimi ed elaboratissimi bassorilievi decorano tutta la parte esterna del primo dei tre livelli del tempio.

i volti del Bayon


bassorilievi del Bayon

All'interno di Angkor Thom  si segue un percorso segnalato, incrociando scimmiette, grandi alberi con nodose radici dalle strane forme e bacini d'acqua, che porta a visitare altri templi molto grandi ma peggio conservati, come il Baphuon, il Phimeanakas, il Preah Palilay, il Tep Pranam ed il Preah Pithu, un gruppo di templi Hindu, fino ad arrivare alla Terrazza del Re Lebbroso, una piattaforma alta 7 metri, con mura decorate da bassorilievi bellissimi raffiguranti soprattutto apsaras, semidee danzanti e sovrani seduti

Apsaras danzante

Si riprende il tuk tuk e, dopo aver passato quasi 3 ore ad Angkor Thom, si esce dalla Porta della Vittoria per visitare alcuni templi minori, come il Chau Say Tevoda ed il Thomannon, situati uno di fronte all'altro, separati solo dalla strada e poi si raggiunge il Ta Keo, un tempio montagna rimasto incompiuto, con ripide scalinate, che portano al livello più alto, da cui si gode un bel panorama sulla giungla circostante.
Il giro si conclude al Ta Prohm, un tempio molto suggestivo, immerso nella giungla ed avvolto da una fitta vegetazione, con alti alberi, le cui enormi radici stringono in una morsa le torri e le mura in rovina, un posto selvaggio ed imperdibile.

Impressioni e curiosità:
I cambogiani mi sono sembrati gente molto allegra ed alla mano, nonostante sia un paese molto povero, non era raro incontrare persone che canticchiavano o fischiettavano, riposandosi in un' amaca
Ta Prohm

Ta Prohm

Giorno 4:
Dopo una mattinata passata in giro per Siem Reap, il pomeriggio decido di andare in tuk tuk a visitare i templi di Roluos, 13 km ad est della città, compresi nel biglietto che ho acquistato.
Si tratta di tre templi, situati a poca distanza l'uno dall'altro, costruiti alla fine del IX secolo, epoca in cui Roluos fu la prima capitale dell'impero khmer.
Questi templi segnano l'inizio del periodo classico dell'architettura khmer ed il più grande ed interessante dei tre è il Bakong: è formato da una piramide centrale ed è disposto su cinque livelli, con sculture in pietra di elefanti e leoni ben conservate.
Leone del Bakong
Quindi mi reco a Phnom Khrom, 12 km a sud di Siem Reap, una collina dove sorgono un monastero buddhista ed un tempio hindu, risalente al IX secolo, anch'esso compreso nel biglietto di Angkor Wat: da questa collina isolata in mezzo alla pianura si può osservare un bel panorama sui villaggi circostanti e sul vastissimo lago Tonle Sap, che dista pochi km, ma, a causa di un acquazzone, il cielo era un pò nuvoloso e quindi non è stato un gran tramonto

Impressioni e curiosità:
Sono rimasto colpito dai numerosi bovini che ci sono in Cambogia e soprattutto dalla loro estrema magrezza, probabilmente a causa del fatto che era la stagione secca, comunque se ne incontravano di continuo, che cercavano di pascolare ovunque ci fosse un pò di erba secca.
panorama da Phnom Khrom, con il lago Tonle Sap sullo sfondo
Con Chast, driver di tuk tuk di Siem Reap, tifoso interista



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